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08 Marzo 2012

Nuovo ordinamento del commercio: "Chance di discutere con la dovuta calma"

Il nuovo ordinamento del commercio in Consiglio provinciale

In questi giorni il Parlamento di Roma ha preso una decisione che non solo pone il disegno di legge provinciale in materia di liberalizzazione del commercio in una luce del tutto nuova, ma che impone anche una pausa di riflessione. Si tratta dello spostamento al 30 settembre 2012 del termine entro il quale i Consigli regionali dovranno applicare la liberalizzazione nell’ambito dell’apertura di nuovi negozi. Per l’attuazione di quanto previsto dalla liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi, al contrario, permane il termine del 23 marzio 2012.

La proroga del termine decisa a Roma è frutto anche della crescente consapevolezza, riscontrata anche nella nostra provincia, che l’enorme pressione causata dalla scarsità di tempo a disposizione non avrebbe permesso un’ottimale processo di attuazione da parte delle Regioni e delle Provincie autonome. “Lo Stato – chiariscono il presidente dell’Unione Walter Amort e il vicepresidente Dado Duzzi – ha chiaramente riconosciuto che in tempi tanto brevi non sarebbe stato possibile redigere una legge sufficientemente ponderata per regolamentare una materia tanto complessa”.

L’Unione propone pertanto di utilizzare al meglio la rinnovata disponibilità di tempo e opportunità. Di conseguenza, il Consiglio provinciale dovrebbe deliberare questa settimana esclusivamente in merito all’articolo 6, quello relativo agli orari di apertura – per il quale la proroga stabilita nelle sedi romane non trova applicazione – e di posticipare la discussione sui restanti articoli ovvero di rimandarli alla Commissione.

“Da più parti - aggiungono Amort e Duzzi – si concorda sul fatto che la liberalizzazione di Monti in ambito commerciale non sia positiva. Ora si delinea la possibilità concreta di posticiparne gli effetti negativi”. A questo punto, un’immediata approvazione della legge provinciale sarebbe irresponsabile: in questa maniera alcuni dei fondamentali aspetti dell’indesiderata ondata di liberalizzazioni sarebbero anticipati a livello provinciale.

“Questo posticipo - ribadiscono il presidente e il vicepresidente dell’Unione – offre inoltre la chance di discutere con la dovuta calma le proposte di miglioramento ancora non sufficientemente valutate”. La controversa discussione delle settimane scorse ha sensibilmente migliorato il disegno di legge e l’Unione riconosce la correttezza di fondo dell’attuale formulazione. Essa, tuttavia, può e deve essere ulteriormente migliorata – non per cambiarne il contenuto, ma per rafforzarla dal punto di vista del diritto costituzionale, particolarmente per mezzo di un migliore ancoramento ai vigenti ordinamenti previsti delle leggi che regolamentano quei settori nei quali la Provincia ha competenza primaria.

“Per il Consiglio provinciale altoatesino – concludono il presidente e il vicepresidente dell’Unione Walter Amort e Dado Duzzi – la dilazione concessa a Roma giunge in un momento sfavorevole, nel bel mezzo della fase decisionale già in corso. Però c’è ancora tempo. Il Consiglio provinciale può ancora approfittarne a tutto favore del benessere della nostra provincia”.





Didascalia: Il nuovo ordinamento del commercio in Consiglio provinciale (foto: photodisc)



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